martedì 18 marzo 2014

VELENI BELLICI

ADRIATICO: UNA NAVE INABISSATA DI VELENI BELLICI UNITED STATES OF AMERICA







di Gianni Lannes


Armi proibite per lo sterminio di massa, che uccidono a distanza di generazioni. Il popolo italiano trattato peggio di una cavia. A Mattinata, un paese che vive di turismo e pesca, dove non vi è mai stata alcuna presenza industriale, qualche anno fa i medici di base hanno segnalato numerosi casi di cancro e inspiegabili patologie. E così a Vieste, Manfredonia, Zapponeta, Margherita di Savoia, Barletta, eccetera eccetera. 

Anche attorno al Gargano sono state affondate navi dei veleni, container di rifiuti e relitti bellici. Sul registro dei sinistri marittimi alla Guardia Costiera di Manfredonia non risulta nulla. Eppure, dalle carte delle autorità nordamericane, al largo di Torre Preposti, tra Vieste e Manfredonia è affondato il piroscafo Kenmar.

Ecco cosa attesta un documento inedito, inviato nel 1947 al ministro della difesa italiana (un atto da me rinvenuto nell'archivio storico della Marina militare a Roma:

 "La vostra lettera in data 30 aprile 1947 diretta all'Italian Naval Branch AF HQ.- è stata inoltrata a questo ufficio. Con la presente si informa che il P/fo Kemmar è di proprietà della U.S. Maritime Commission, e non è stato abbandonato ad alcuna amministrazione o organizzazione italiana...".



 Il Kenmar trasportava armi chimiche vietate della Convenzione di Ginevra del 1925,  come nel caso documentato delle navi battenti bandiera USA, John Harvey (saltata in aria nel porto di Bari il 2 dicembre 1943) e della Charles Henderson (giunta al termine della guerra in Italia ed esplosa nel porto barese il 9 aprile 1945)?



Singolare coincidenza: al largo del Gargano i cosiddetti "Alleati" anglo americani - in base alle fonti ufficiali di Washington, alla documentazione Nato, ai quintali di carta burocratica tricolore, alle rivelazioni di testimoni diretti ed oculari da me intervistati, come Michele Magno e Raffaele Occhionero, ed infine ai riscontri diretti sui fondali marini - al termine del secondo conflitto mondiale hanno scaricato in mare circa 200 mila ordigni caricati con aggressivi chimici, vietati dal Protocollo di Ginevra, usando i prigionieri di guerra tedeschi. Si tratta della più grande discarica bellica di veleni tossici del Mediterraneo. La vicenda è coperta dal segreto di tre Stati: USA, Gran Bretagna e Italia, in palese violazione da parte anglo-americana - della Convenzione di Ginevra, dell'armistizio di Cassibile del trattato di Pace del 1947, e della Convenzione di Parigi del 1993.

Le conseguenze per l'habitat marino e per la salute umana, sono incalcolabili, come sanno gli epidemiologi saranno colpite anche le prossime generazioni. Perché lo Stato italiano non ha preteso da Washigton e Londra, dinanzi all'Onu, la bonifica dei fondali? Immense camere a gas sottomarine: un crimine contro l'umanità che merita un'altra Norimberga.






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