martedì 20 ottobre 2015

I VELENI CHE CI PROPINANO TUTTI I GIORNI QUESTI CRIMINALI


Pesticida cancerogeno 
Pioggia di querele
sui silenzi Monsanto
Pesticida innocuo sostiene Monsanto Europe che aveva già scritto a Remocontro dopo due nostri articoli
Il glifosato nel diserbante agricolo più diffuso al mondo è ‘probabilmente cancerogene’. Lo sostiene l’Agenzia per la ricerca sul cancro collegata all’Organizzazione della Sanità. La Monsanto parla di ‘junk science’, scienza spazzatura, ma in ballo ci sono già 700 querele. Problema anche italiano.
di Massimo Lauria
Monsanto sapeva dei pesanti effetti sulla salute del suo pesticida Roundup ma ha taciuto per tutti questi anni. È questa l’accusa mossa da oltre 700 persone nei confronti del colosso americano del cibo biotech. La maggior parte sono agricoltori o appassionati di giardinaggio ammalati di cancro forse a causa di quell’erbicida. E le denunce aumentano ogni mese, da quando l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a marzo ha diffuso un rapporto avvertendo: il Roundup al glifosato è “probabilmente cancerogeno”.
Un’accusa che l‘azienda respinge categoricamente: “Il nostro è l’erbicida più sicuro al mondo”. Il glifosato non è cancerogeno, ha detto la portavoce dell’azienda Charla Lord, rispondendo a una mail della Reuters. Più o meno quello che Monsanto Europe aveva già scritto a Remocontro diversi mesi fa. Dopo la pubblicazione di due nostri articoli la multinazionale dichiarava: “Esistono più di 800 studi indipendenti che dimostrano il contrario di quello che dice l’Oms.
Ma intanto i morti e i malati di cancro – in particolare casi di ‘linfoma non-Hodgkin’ – sono veri. A confermarlo è anche la pioggia di querele che continuano a piovere sulla corporation americana. Così tante che se messe insieme potrebbero rappresentare una delle più ampie class action intentate contro una grande azienda. Tutti i querelanti addebitano al contatto prolungato con il glifosato la formazione di tumori e altre malattie.
Ma l’accusa più pesante arriva da tre avvocati del Delaware, secondo cui Monsanto ha continuato a vendere il Roundup nonostante conoscesse i pericolosi effetti sulla salute. “Possiamo dimostrare che Monsanto sapesse”, ha dichiarato Michael McDivitt, che sta per unire 50 denunce. E nelle carte si legge: “L’azienda ha condotto una campagna di disinformazione per convincere le aziende governative, gli agricoltori e la popolazione in generale che il Roundup era sicuro”.

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